Asinara

Punta dello Scorno

L’isola dell’Asinara è da considerarsi, sotto il profilo ambientale e storico, tra le più interessanti del Mediterraneo. Per la sua posizione geografica, la considerevole superficie (51,9 Kmq), l’estensione costiera, le peculiarità floro-faunistiche, l’isola ha grande rilevanza scientifica a livello internazionale e, come tutte le piccole isole, viene considerata la “quintessenza” della biodiversità (Convenz. Alghero, 1995).
In proposito, si rileva inoltre che diverse specie floristiche e faunistiche presenti nell’isola, sono ritenute di particolare interesse per l’intera Unione Europea, menzionate pertanto nelle principali normative:

  •  Convenzione di Berna (1979), relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa;
  •  Direttiva 409/79, relativa alla conservazione degli uccelli selvatici e alla tutela degli habitat di riproduzione e di sosta durante la migrazione;
  •  Direttiva 43/92, nota come Direttiva Habitat, sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna, attraverso l’istituzione di Zone Speciali di Conservazione.

La lunga e sofferta storia dell’isola quale luogo di quarantena nei secoli passati, prigionia durante la Grande Guerra e di detenzione negli ultimi trent’anni, le conferiscono inoltre un indiscusso fascino, legato anche alla presenza di numerose testimonianze storiche quali il lazzaretto, l’ossario austro-ungarico, le diramazioni penali con le cappelle votive e i piccoli cimiteri.
Sull’isola era presente, fino a pochi anni fa, un’azienda agricola, dipendente dalla Direzione della Casa di Pena, che impegnava diversi detenuti in varie attività (agricoltura, pastorizia, caseificio, macello e altre attività a queste connesse), in funzione del loro recupero e reinserimento nella società.
Nel tempo, la presenza antropica nell’isola e le attività ad essa legate, disboscamenti, incendi, interventi agronomici poco opportuni ed attività pastorali praticate essenzialmente allo stato brado, hanno causato diversi danni agli ecosistemi vegetali e scompensi rispetto alla capacità portante degli habitat naturali, all’inquinamento genetico e alla drastica riduzione della consistenza di alcune specie selvatiche.
A questo livello di degrado, relativamente alle attività forestali si può intervenire in due modi:

  • il primo, più semplice, è quello di lasciare che la vegetazione esistente segua la sua naturale evoluzione; ciò, ammettendone la riuscita che peraltro non può darsi per certa visto il permanere di un carico faunistico (tra selvatici e domestici) decisamente superiore alle capacità portanti del territorio, richiede comunque tempi lunghissimi per la quasi totale scomparsa di matrice forestale,
  • il secondo, più oneroso dal punto di vista economico ma senz’altro necessario, è quello di intervenire con le opportune tecniche silvicolturali per ripristinare la vegetazione forestale originaria sulle superfici più adatte a fungere da aree di diffusione per tutta l’isola.
Inquadramento geografico:
Provincia: Sassari Comune: Porto Torres Superficie: 51,9 kmq
Aspetti climatici:
Il clima é semiarido, con forte deficit idrico estivo. La zona appartiene al climax termoxerofilo delle foreste miste di sclerofille e delle macchie costiere con Orizzonte fitoclimatico costituito da boscaglie e macchie litoranee. La vegetazione risulta quindi costituita in prevalenza da boscaglie di sclerofille legnose miste di Quercus ilex, Arbutus unedo, Erica arborea, Phillyrea latifolia, Rhamnus alaternus, Juniperus oxicedrus, Olea oleaster, Pistacia lentiscus, Mirtus communis. A queste specie si sovrappongono, in misura più o meno significativa, quelle che sono le indicatrici climatiche, tipicamente elioxerofile quali: Juniperus Phoenicea, Juniperus macrocarpa, Phillirea angustifolia e arbusti legnosi quali Euforbia dendroides, Anagiris foetida, Chamaerops humilis.
Aspetti geopedologici:
L’Isola ha una superficie di circa 52 Kmq e rappresenta il proseguimento naturale della Nurra paleozoica e alla sua costituzione partecipano rocce prevalentemente metamorfiche e, in second’ordine, magmatico - intrusive. Tali rocce, in origine sedimentarie e vulcaniche, risalenti ai primi periodi del Paleozoico, sono state profondamente deformate e trasformate dalle alte pressioni e temperature, nel corso dell’orogenesi ercinica, verso la fine dell’era. L’insieme delle rocce metamorfiche può essere distinto in tre complessi distinti e differenti per intensità del metamorfismo subito: - il complesso sito a sud del plutone granitico del Castellaccio; - il complesso compreso tra il Castellaccio e Cala d’Oliva; - il complesso formante la parte più settentrionale dell’Isola, a nord di Cala d’Oliva. L’insieme di queste rocce è stato interessato dall’intrusione granitica ercinica, messa successivamente in luce dall’erosione superficiale delle rocce metamorfiche. All’era paleozoica risalgono dunque i caratteri strutturali e metamorfici fondamentali dell’Isola, i cui effetti più evidenti sono rappresentati da pieghe osservabili su diversa scala e dalla scistosità che interessa tutte le rocce metamorfiche. A movimenti tettonici più recenti, del mesozoico e del cenozoico, sono invece da ascrivere gli affioramenti di rocce molto antiche (tra cui frammenti del vecchio fondo oceanico) che costituiscono il pilastro delimitato a Ovest dal Mar di Sardegna e a Est dalla “Fossa di Sassari”. Infine, l’insularità dell’Asinara e quindi gli aspetti morfologici sia costieri che dell’interno, sono un fatto molto recente se paragonato all’età delle rocce che la costituiscono e sono da ricondursi all’innalzamento del livello del mare, verificatosi circa 8 mila anni fa, alla fine dell’ultima espansione glaciale.
Aspetti vegetazionali:
Il paesaggio vegetale, pur essendo abbastanza eterogeneo, risulta dominato dall’euforbia arborescente e dalla ginestra spinosa. In molte zone infatti, la spontanea evoluzione della macchia mediterranea è stata interrotta dal pascolo sia del bestiame domestico che degli ungulati selvatici che, nel tempo, selezionando e preferendo alcune essenze piuttosto che altre, hanno consentito lo sviluppo e la diffusione oltre misura delle specie vegetali non appetite, quali per l’appunto euforbia arborescente e ginestra spinosa. Dove si è potuta conservare, la vegetazione spontanea é espressa da diverse formazioni tipiche della vegetazione mediterranea: macchia medio - alta a olivastro e/o ginepro nei compluvi e nei fondovalle, macchie e garighe costiere, vegetazione delle zone umide dove vi è significativa presenza di acque dolci e/o salmastre, vegetazione rupicola sulle coste alte ed il piccolo lembo di lecceta in località Elighe Mannu.. La flora è costituita da poco meno di 700 entità che costituiscono 1/3 della flora sarda. La particolare rilevanza floristico - vegetazionale dell’Isola é dovuta in modo particolare alla presenza di un considerevole numero di piante endemiche e di piante di interesse fitogeografico. Tra le altre si evidenziano Centaurea horrida., raro paleoendemismo, presente solo in alcune aree della Sardegna nord occidentale, nell’isola Piana e a Tavolara, in associazione con Astragalus terracianoi, il limonio (L. laetum e L. glomeratum) Genista corsica, che ben caratterizzano il paesaggio vegetale ed endemismi più “discreti” che vegetano negli anfratti delle rocce, quali Erodium corsicum, Evax rotundata, Allium parciflorum,. ecc. Nonostante la sua rilevanza floristico - vegetazionale, complessivamente la copertura dell’Isola appare piuttosto degradata. Le cause di questo degrado sono da imputarsi sostanzialmente alla particolare destinazione d’uso che l’Isola ha avuto nel tempo. Infatti l’utilizzo antropico, che ha comportato disboscamenti ed incendi, eccessivo carico di ungulati, sia domestici che selvatici (circa 1 capo ad ettaro) rispetto alla capacità portante del territorio ed alcune pratiche agronomiche poco opportune, hanno inciso, soprattutto nelle zone interne, sia sulla vegetazione che sulla sua capacità di rinnovamento naturale.
Aspetti faunistici:
Come in tutte le isole di piccole dimensioni, la fauna vertebrata dell’Asinara ha una popolazione numericamente ridotta, per la presenza di taxa endemici, difficoltà nella migrazione e nella colonizzazione, e nello scambio genetico. Ciò le rende particolarmente vulnerabile di fronte alle modificazioni ambientali, siano esse indotte dall’uomo o da fattori naturali. Tra le specie di vertebrati terrestri, in totale 78, 3 appartengono agli Anfibi, 11 ai Rettili, 52 agli uccelli e 12 ai mammiferi (esclusi i Chirotteri). In particolare l’Isola viene considerata di importanza internazionale per la riproduzione di uccelli marini quali il marangone dal ciuffo, il gabbiano reale ed il gabbiano corso; quest’ultimo, che è l’unico gabbiano endemico del mediterraneo ed in assoluto il più raro al mondo, nidifica soprattutto su piccole isole disabitate Sull’Isola sono assenti tra gli ungulati sardi il daino ed il cervo, tra i carnivori la volpe e tra i lagomorfi il coniglio; storicamente erano presenti il falco pescatore, il cervo e la foca monaca. Il muflone è stato reintrodotto nel 1952 a partire da quattro esemplari (tre femmine ed un maschio) provenienti dall’isola di Figarolo; il cinghiale, estintosi negli anni ’50 per eccessiva pressione venatoria, è invece stato reintrodotto nel 1967 a partire da una coppia proveniente da Cossoine. Attualmente la popolazione del cinghiale, la cui consistenza supera le 2000 - 2500 unità, risulta fortemente ibridata, tanto da poter essere considerata costituita da individui ormai semidomestici. Per la conservazione del patrimonio ambientale, sarà quindi importante che gli organismi competenti pervengano alla programmazione degli interventi faunistici a partire dalla valutazione delle vocazioni e della capacità faunistica del territorio, soprattutto per ciò che concerne la produttività potenziale naturale e l’impatto dei selvatici e dei domestici , o semidomestici, sulla vegetazione
Come si raggiunge:
L'Isola Asinara si raggiunge via mare, con gli appositi traghetti, imbarcandosi al porto nuovo di Stintino oppure dal porto di Porto Torres.

Contatti

Responsabile UGB Asinara – Complesso Forestale Parchi
Telefono:
079 409437
Cellulare: 320 4331185
Condividi:
Scheda
Tipologia:
Servizio di appartenenza:
Complesso forestale di afferenza:

Galleria immagini

Potrebbe interessarti anche:

  • L'UGB di "Sa Conchedda - Loelle" è formata da due corpi separati. Nasce dall'unione delle ex UGB di Sa Conchedda e di Loelle.
  • Non è raro in questa foresta incontrare l’aquila reale, il falco pellegrino, il gheppio, il corvo imperiale e le beccacce. Al confine con il complesso forestale di Monte Nieddu,...
  • Il compendio forestale Girgini è localizzato nel massiccio del Gennargentu. Nel perimetro sono presenti un vivaio volante ed otto aree attrezzate ad uso ricreativo, oltre ad una...
  • Il cantiere forestale Monte Omu - Perd'e Pibera ha un estensione di circa 386 ettari ed è costituito da due corpi principali, quello di Perd’e Pibera e quello di Monte Omu. Il...
  • Il cantiere forestale “S. Antonio” è situato nel Comune di Macomer, nella cartografia I.G.M. SC. 1:25000 ricade nei fogli 498 sez. – III di Macomer. La superficie totale è di Ha...
  • Foresta storica del demanio ed oggi una delle più estese, Montimannu offre al visitatore paesaggi mozzafiato, straordinari monumenti naturali, siti di archeologia nuragica ed...
  • La foresta demaniale di Gutturu Pala-Pubusinu (comune di Fluminimaggiore) proviene dalla società Piombo Zincifera che - con la fine dell’attività mineraria - cedette i terreni di...
  • Posizionata sul versante centro occidentale della Sardegna, l’Unità Gestionale di Base Modighina ricade su un territorio collinare a scisti e metamorfiti. Interessa superficie...
  • L’area di Berchida è caratterizzata da due insediamenti rispettivamente nuragico e medievale e un tafone sottoroccia che fanno della valle un luogo dotato di un fascino unico.
  • La zona sede degli interventi previsti fa parte di un ampio perimetro forestale in occupazione temporanea gestito dall’Ente Foreste Servizio Territoriale di Lanusei, per una...
  • Paesaggi modellati da ondulazioni granitiche tormentate e sassose, intervallate da vaste aree incolte oppure a macchia o a boscaglia spesso diradata. luoghi che imprimono alle...